Giuseppe Cardinal Sarto, Patriarca di Venezia.
Eletto il 4 agosto 1903 duecentocinquantasettesimo papa della Chiesa Cattolica.
Canonizzato il 29 maggio 1954.
Un vescovo dal sangue veneto, Vicario Apostolico con il pallino per la composizione, che arrivò ad influenzare l'intera produzione musicale del secolo diciottesimo.
Nato a Castelfranco Veneto il 25 luglio 1654, in giovanissima età fu ammesso tra i cantori della Cappella Marciana e tra i pupilli di Francesco Cavalli. Le potenzialità canore del giovane Agostino colpirono il conte Georg Ignaz von Tattenbach che lo portò in Baviera, dove assunse in seguito il titolo di Churfürstlicher Kammer und Hofmusikus. Nel 1673 si recò a Roma per ricevere lezioni da Ercole Bernabei. Tornato in Baviera fu ordinato sacerdote, assumendo il titolo della abbadia di Lepsing che gli permise di svolgere incarichi musicali alla corte di Monaco. Si dedicò alla composizione, soprattutto di drammi in musica. Nel 1688 divenne maestro di cappella alla corte di Hannover dove trionfò con le sue opere in lingua italiana. Dopo il 1692 si impegnò con successo in incarichi diplomatici per conto del Principe Elettore Ernesto Augusto tanto che Innocenzo XI lo volle vescovo. Fu consacrato dall'Arcivescovo Lothar Franz von Schönborn il 2 gennaio 1707 con il titolo di Spiga e divenne Vicario Apostolico per la Sassonia. Tornò a Roma nel 1727 dove frequentò il salotto musicale del Cardinale Ottoboni. Morì il 12 febbraio 1728 a Francoforte dov'era impegnato in una missione diplomatica.
Musicalmente parlando, ebbe un'enorme influenza sui compositori della sua epoca, soprattutto su Haendel: il rigore e i cromatismi della scuola veneziana, il gusto francese e le suggestioni dei compositori austriaci concorrono in Steffani in una produzione musicale che fu in gran parte profana - buon numero d'opere sono conservate a Londra, li trasportate dagli Hannover che assunsero la corona - mentre quella sacra, rada e dispersa nelle cappelle musicale cattoliche della Baviera, attende la riscoperta. Recentemente, è stato Steffani è tornato alle luci della ribalta grazie a Mission, l'album che una Cecilia Bartoli in irriverenti vesti di "vescova" ha dedicato alle più scoppiettanti arie d'opera del compositore castellano.
Di seguito, del Vescovo Agostino Steffani, il bel salmo Laudate Pueri dove soli, coro e strumenti concorrono avocando le grandiose opere sacre salisburgensi di Heinrich Ignaz Franz Biber mitigate dall'eleganza veneziana che riecheggia dei lavori chiesastici di Francesco Cavalli.
Il Concilio e la sua Riforma Liturgica? Monsignor Paolo Magnani, Vescovo emerito di Treviso, risponde. Da La vita del popolo.
Lei ha una grande competenza in ambito liturgico. Quali sono i tratti salienti della riforma introdotta dal Concilio e il significato che hanno assunto?
Quanto alla mia competenza in fatto di Liturgia, non mi considero un grande protagonista, ma piuttosto un discepolo del tempo ecclesiale che ho vissuto. Durante i miei studi alla Gregoriana la Liturgia aveva un ruolo molto modesto, quasi irrilevante. Basti rileggere le cento tesi che si dovevano studiare per la licenza in Teologia. Più che gli studi, in particolare quelli radicati sulla Ecclesiologia del Concilio Vaticano I, furono le Encicliche “Mystici Corporis” e la “Mediator Dei” di Pio XII, ad offrirmi un quadro sulla Liturgia nella Chiesa. Queste Encicliche e il Movimento liturgico, allora in atto, hanno preparato la strada al Concilio. Personalmente mi è stato molto di aiuto la fioritura della Liturgia operata a Pavia dal futuro cardinale Virgilio Noè, negli anni Sessanta. Il nuovo interesse poi, sulla Liturgia si è fatto più vivo con una ricerca sul “Messale in lingua Italiana nell’edizione di Pavia dell’anno 1805”, pubblicato nel 1965. Quanto ai tratti salienti della Costituzione sulla Liturgia, “Sacrosanctum Concilium” promulgata il 4 dicembre 1963, ci portano a considerare la liturgia come il momento più significativo in cui la Chiesa si manifesta: la Chiesa totale, cioè Cristo e il suo Corpo, quale Chiesa della Parola di Dio, della preghiera, operando la Salvezza degli uomini. Mentre si glorifica il Padre in Cristo, si salvano gli uomini. La Liturgia è per la santificazione dell’umanità e quindi, per sua essenza, è pastorale. A proposito, ricordo un principio tradizionale della morale cattolica e della Pastorale: “Sacramenta propter homines”, i Sacramenti esistono per la salvezza degli uomini! Ecco perché la Liturgia ha una dimensione pastorale. A me pare che il senso della riforma liturgica è quello di rendere in modo più espressivo, e vorrei dire a portata di mano, l’azione di Dio Padre, attraverso Gesù Cristo che agisce nella Chiesa per la salvezza dell’umanità intera. Nella Costituzione conciliare Sacrosanctum Conciluim possiamo dire che c’è più Bibbia, più preghiera, più comprensione e più partecipazione. Direi, “più”, non significa che la Liturgia precedente fosse ritualmente e sostanzialmente di “meno”. È un “più” per così dire pastorale, che peraltro si deve misurare anche con la cultura del tempo. E legato a questo “più”, va messo in evidenza l’uso della lingua parlata nelle celebrazioni, che ha permesso ai fedeli una partecipazione più consapevole e più attiva.
In che misura quella riforma è ancora “in fieri” come sostengono alcuni esperti?
La Liturgia è sempre in essere ed è sempre “in fieri”, in divenire, proprio come la Chiesa. Sia l’esistente che il “fieri”, dipendono notevolmente dalle Liturgie parrocchiali, dal parroco, dalla partecipazione dei fedeli, dai lettori, dai ministranti e dalle corali. Se la Liturgia è “lex credendi”, cioè norma della fede, questo è vero per tutta la storia e la vita della Chiesa; alcune formule rituali cambiano ma non nel loro significato di fede. La riforma conciliare recita sempre lo stesso “Credo”. L’evoluzione storica di alcuni riti sacramentali non ha mutato la loro sostanza salvifica e il magistero della Chiesa ce lo garantisce. Secondo me ci potrebbero essere anche aspetti che possono rischiare di distogliere i fedeli dal centro dei riti propriamente liturgici e sacramentali, centro che è sempre Gesù Cristo, realmente presente. Mi riferisco all'introduzione nelle celebrazioni eucaristiche, ordinariamente corrette, preparate e vivaci, di strumenti catechistici, sia grafici che luminosi, pur lodevoli, che possono creare una sovrapposizione didattica al mistero celebrato. E’ forse il caso di precisare che l’azione liturgica è innanzitutto “Opus Dei”, Opera di Dio! Poi ci sono alcuni aspetti marginali che dipendono dai gusti, quelli dei “prelati” ma anche quelli dei “parroci”. La riforma liturgica, con Paolo VI, aveva introdotto, per le cotte e per i camici, uno stile all'insegna della semplicità, ma questo stile sta cambiando e si va verso il trionfo del ricamo. Così pure riaffiorano vesti liturgiche che sembravano desuete, eppure legittime.
Quali gli aspetti che più hanno favorito la partecipazione attiva e consapevole del popolo di Dio all’azione liturgica?
Per favorire la partecipazione attiva e consapevole alla Liturgia, occorre inculcare la convinzione che Gesù Cristo il Risorto è il centro dinamico della Liturgia, e ci vuole uniti a Lui anche con i gesti corporali. Nella Liturgia, Cristo non è solo, ma con la sua Chiesa, viva. Il cristiano nella Liturgia non è un semplice spettatore ma uno che partecipa e condivide. Senza il Cristo vivente non c’è Liturgia, e senza la Chiesa non c’è Liturgia. Certo che per una corretta partecipazione liturgica il cristiano deve presentarsi con la sua fede, con il suo vivere in Cristo, con la sua totale adesione a Lui. La qualità del cristiano, membro di un popolo sacerdotale, si misura con l’atto della sua fede, professata e testimoniata. Non illudiamoci, il pericolo di un nuovo ritualismo esteriore è sempre in agguato.
Come ha accompagnato la riforma liturgica a Lodi e a Treviso, riandando ai suoi scritti liturgici durante il suo episcopato più che trentennale?
Durante il mio Episcopato mi sono impegnato per applicare la Riforma della “Sacrosanctum Concilium”. Quando sono diventato vescovo, cioè nel 1977, erano già promulgati la maggior parte dei testi liturgici: il Messale Romano, tutti i Sacramenti e la nuova Liturgia delle ore. Il mio compito era quello di aiutare la diocesi ad attuare la riforma, sia a Lodi che a Treviso. Diventato vescovo di Treviso ho potuto usufruire del Sinodo diocesano del 1987, promulgato da mons. Antonio Mistrorigo, che dedica una significativa parte delle Costituzioni al culto divino. E sempre a Treviso ho avuto l’opportunità di promulgare un “Direttorio liturgico pastorale”, grazie alla collaborazione intelligente e operosa dell’Ufficio Liturgico diocesano. La consegna di questo Direttorio alla comunità diocesana è stato l’ultimo gesto, forse il più simbolico. Sempre nella scia della riforma liturgica ho realizzato l’adeguamento del presbiterio della Cattedrale di Treviso, e con il posizionamento del nuovo organo si è permesso alla corale di essere accanto all'assemblea per animarla, e condurla ad una partecipazione attiva nella lode al Signore, attraverso il canto. Quanto ai miei scritti liturgici ho in progetto di riunirli in un solo volume, in occasione del 50° anniversario della promulgazione della “Sacrosanctum Concilium”. Rileggendoli mi sono reso conto come il Concilio abbia influito sulla mia spiritualità liturgica, e quanto il mio lungo esercizio liturgico episcopale mi abbia plasmato insieme al popolo nello spirito della Costituzione “Sacrosanctum Concilium”.
Dall'arcipretale di Santo Stefano in Martellago: preziosa pianeta confezionata con damasco cremisi databile alla seconda metà del secolo XVI su cui è stato riportata una decorazione da parato, elaborata a ricamo con filati metallici e policromi, riconducibile alla metà del secolo XV. A transizione tra i modi gotici e quelli della rinascenza, il lavoro è costruito su un tessuto ceruleo decorato a stelle, suddiviso in false quinte architettoniche ospitanti vari santi (riconoscibili chiaramente i soli Santi Stefano, Giovanni Battista, Ignazio d'Antiochia) e una delicata Annunciazione. Il ricamo, incorniciato da un sottile gallone (forse cinquecentesco), risulta alterato in più parti con l'aggiunta di decorazioni a racemi ed evidenti rammendi.
Giro di nomine nell'arsa estate veneta. Riportiamo gli elenchi comparsi nei giornali e nei siti delle Diocesi di Venezia, Verona e Trevisto.
a Venezia:
Don Valentino Cagnin
Vicario parrocchiale di “S. Maria Ausiliatrice” (Mestre-Gazzera), trasferito dall’ufficio di Vicario parrocchiale di “S. Ignazio di Loyola” (Venezia-Lido).
Don Stefano Cannizzaro
Vicario parrocchiale di “S. Barbara” (Mestre), trasferito dall’ufficio di Vicario parrocchiale di “Ss. Gervasio e Protasio” (Carpenedo).
Don Francesco Marchesi
Vicario parrocchiale di “S. Stefano” (Caorle) e Collaboratore pastorale di “Regina della Pace” (Castello di Caorle) e di “S. Bartolomeo” (Brussa di Caorle).
Don Mauro Margagliotti
Vicario parrocchiale di “S. Nicolò” (Mira Taglio).
Don Marco De Rossi
Amministratore parrocchiale di “SS. Risurrezione” (Marghera). Mantiene l’ufficio di Parroco di “Ss. Francesco e Chiara di Assisi” (Marghera).
Don Fabrizio Favaro
Amministratore parrocchiale di “S. Antonio di Padova” (Lido), trasferito dall’ufficio di Vicario parrocchiale di “S. Maria Elisabetta” (Lido).
Don Piotr Mikulski
Amministratore parrocchiale di “Purificazione di Maria (S. Maria Formosa)” (Venezia), trasferito dall’ufficio di Vicario parrocchiale di “S. Maria Concetta” (Eraclea).
Don Alessandro Rosin
Amministratore parrocchiale di “Ss. Maria Assunta, Donato e Cipriano” (Murano) e di “S. Pietro” (Murano), trasferito dall’ufficio di vicario parrocchiale di “S. Nicolò” (Mira Taglio).
Mons. Giuseppe Manzato
Amministratore parrocchiale di “Regina della Pace” (Castello di Caorle) e di “S. Bartolomeo” (Brussa di Caorle). Mantiene l’ufficio di Parroco Arciprete di “S. Stefano” (Caorle).
Don Carlo Gusso
Parroco Arciprete di “S. Maria Assunta” (Borbiago), trasferito dagli uffici di Parroco Arciprete di “Ss. Maria Assunta, Donato e Cipriano” (Murano) e di “S. Pietro” (Murano).
Don Renzo Mazzuia
Parroco di “S. Simeon Profeta (S. Simon Grande)” (Venezia), trasferito dagli uffici di Parroco Arciprete di “S. Martino” (Burano) e Amministratore parrocchiale di San Pietro e Santa Caterina di Mazzorbo.
Don Raffaele Muresu
Parroco di “S. Maria del Rosario (Gesuati)” (Venezia). Mantiene gli incarichi precedenti.
Don Mirco (Marco) Pasini
Parroco di “S. Maria Immacolata di Lourdes” (Mestre), trasferito dagli uffici di Amministratore parrocchiale di “Regina della Pace” (Castello di Caorle) e di “S. Bartolomeo” (Brussa di Caorle).
Don Enzo Piasentin
Parroco Arciprete di “S. Martino” (Burano) e Amministratore parrocchiale di “Ss. Pietro e Caterina” (Mazzorbo), trasferito dall’ufficio di Parroco Arciprete di “S. Maria Assunta” (Borbiago).
Don Paolo Socal
Parroco di “S. Felice” (Venezia) e Rettore di “S. Sofia” (Venezia), trasferito dall’ufficio di Parroco di “SS. Resurrezione” (Marghera).
Don Nandino Capovilla
Collaboratore pastorale delle parrocchie “SS. Risurrezione” (Marghera) e “Ss. Francesco e Chiara (Marghera).
Don Diego Sartorelli
Cappellano delle Residenze per anziani “San Lorenzo”, “Ca’ di Dio”, “Zitelle” e “San Giovanni e Paolo” di Venezia e Notaio di curia addetto all’Ufficio Matrimoni di Mestre, trasferito dagli uffici di Pro-Cancelliere Patriarcale e Aiuto del moderator curiae. Mantiene gli uffici di Direttore dell’Archivio Storico Diocesano e di Incaricato Diocesano FACI.
Don Gilberto Sabbadin
Responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria e Assistente Spirituale del “Centro di Pastorale Universitaria S. Fosca” nonché Amministratore parrocchiale dei Tolentini.
Don Marco Scarpa
cessa da questi uffici e mantiene tutti gli altri incarichi.
Don Luigi Vitturi
Rettore di “S. Maria del Giglio” (Venezia), trasferito dall’ufficio di Parroco di “S. Antonio di Padova” (Lido).
Mons. Giovanni Favaretto
Cappellano dell’Ospedale “Ss. Giovanni e Paolo” (Venezia). Mantiene l’ufficio di Parroco di “S. Giovanni Battista in Bragora” (Venezia).
Don Marino Gallina
Canonico penitenziere della Basilica Cattedrale di San Marco (Venezia), trasferito dall’ufficio di Parroco di “S. Maria Immacolata di Lourdes” (Mestre).
Don Angelo Pagan
Cancelliere Patriarcale. Mantiene gli uffici di Vicario giudiziale aggiunto e Rettore del Convitto Internazionale “Beato Giovanni XXIII”.
Mons. Dino Pistolato
Delegato del Patriarca per gli affari economici, con funzione di vigilanza e controllo sull’amministrazione di beni ecclesiastici non sottratti alla potestà di governo del Vescovo diocesano, salve le competenze attribuite – ipso iure o dal Patriarca – all’Economo diocesano o ad altra Persona o Ufficio e la funzione di concedere le licenze previste della vigente legislazione canonica in materia amministrativa. Mantiene gli uffici già conferiti.
Il Patriarca ha riservato a sé stesso il compito di supplenza ai sensi dei canoni 1278 e 1279 § 2.
Diac. Gianfranco Fiorin
Pro-direttore della Caritas Diocesana. Mantiene gli uffici già attribuiti.
Mons. Guido Scattolin
Il Patriarca ha disposto che mantenendo gli uffici di Economo Diocesano, con tutte le funzioni annesse ipso iure all’ufficio, di Direttore dell’Ufficio Amministrativo Diocesano e gli altri uffici, incarichi e competenze, venga così formulato l’incarico di vigilanza attribuitogli ai sensi dei canoni 1278 e 1276 § 1: vigilanza sull’amministrazione dei beni appartenenti alle parrocchie, rettorie e realtà analoghe ai sensi dei canoni 1278 e 1276 § 1.
Il Patriarca ha riservato a sé stesso il compito di supplenza ai sensi dei canoni 1278 e 1279 § 2.
Mons. Mario Ronzini
Il Patriarca lo ha incaricato, in quanto Delegato del Patriarca “ad universitatem negotiorum”, della vigilanza sulla Caritas Diocesana ai sensi del canone 1276 § 1.
Don Umberto Bertola
Il Patriarca ha accettato la rinuncia all’ufficio di parroco di “S. Simeon Profeta” (Venezia) presentata ai sensi del canone 538 § 1.
Mons. Giacinto Danieli
Il Patriarca lo ha incaricato di Collaborare con il Patriarca Emerito Marco Cè e con mons. Valerio Comin nella gestione degli Esercizi Spirituali Diocesani. Mantiene l’ufficio di Padre Spirituale in Seminario. Cessa dall’ufficio di parroco di “S. Maria del Rosario (Gesuati)”.
A Verona:
ANDRIOLO mons. Giuseppe Andriolo è nominato canonico onorario e trasferito dall’ufficio di Parroco di Legnago-Duomo all’ufficio di Parroco di Cerea
BATTISTIN don Gabriele è trasferito dall’ufficio di segretario particolare del Vescovo e inviato per lo studio del Diritto Canonico a Venezia, assumendo nel contempo l’ufficio di Vicario parrocchiale di Raldon
BELLINAZZO dom Nicola, n.d. è trasferito dall’ufficio di Collaboratore a Sant’Anastasia in Verona all’ufficio di Collaboratore del Parroco di Casaleone-Venera per Venera
BONI don Federico Sacerdote novello, è nominato Segretario particolare del Vescovo
BREDA don Stefano Sacerdote novello, è nominato Collaboratore a Croce Bianca in Verona
DALLA VERDE don Carlo Sacerdote novello, è nominato Vicario parrocchiale di San Massimo in Verona
FERRARI mons. Matteo è trasferito dall’ufficio di Parroco di Lugo e incaricato dell’insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole superiori, proseguendo gli studi in Teologia dogmatica
GIOVANNELLI don Paolo Sacerdote novello, è nominato Vicario parrocchiale di Gesù Divino Lavoratore in Verona
GIRADI don Andrea è nominato anche Vice-assistente dell’Azione Cattolica diocesana per il settore giovani
LUCCHI don Massimiliano è trasferito dall’ufficio di Vicario parrocchiale di San Massimo in Verona al monastero di Pra’d Mill (Cuneo) per un’esperienza monastica
MARCHESI mons. Giorgio è nominato canonico onorario e trasferito dall’ufficio di Parroco di Cerea all’ufficio di Parroco di Bovolone
MATTUZZI don Andrea Sacerdote novello, è nominato Vicario parrocchiale di Domegliara, Ponton e Volargne
PASETTO don Paolo Sacerdote novello, è nominato Vicario parrocchiale di Pozzo
RADIVO mons. Giacomo è nominato Direttore spirituale in Seminario Maggiore
RIGHETTI don Diego è trasferito dall’ufficio di Direttore spirituale del Seminario Maggiore all’ufficio di Parroco di Legnago-Duomo, e nominato delegato vescovile per l’Ecumeniscmo e il dialogo interreligioso
TRESSINO don Michele è trasferito dall’ufficio di Vicario Parrocchiale di Porto di Legnago all’ufficio di Parroco di Lugo
TURCO don Tarcisio è trasferito dall’ufficio di Parroco di Ponton all’ufficio di Collaboratore a Domegliara, Ponton e Volargne
TURRI don Marco Sacerdote novello, è nominato Vicario parrocchiale dell’UP Caprino-Lubiara-Pazzon
UGOLINI mons. Luciano Sono accolte le sue dimissioni. E’ incaricato del ministro pastorale a Ospedaletto di Pescantina
ZANOLA don Davide Sacerdote novello, è nominato vicario parrocchiale di Tomba Extra in Verona
a Treviso:
Sacerdoti che concludono il ministero di parroci o altri servizi pastorali per raggiunti limiti di età o per trasferimento ad altro ministero
Padre Saverio Fabiano, OMI, parroco di Onè di Fonte
Don Domenico Trivellin, arciprete di Marcon
Don Giorgio Morlin, parroco di Mazzocco di Mogliano
Mons. Vittorio Simeoni, arciprete di Mogliano
Don Elio Girotto, parroco di S. Liberale di Marcon
Don Umberto Modulo, parroco di Sambughè
Don Angelo Faliva, parroco di Negrisia
Don Adolfo Giacomelli, arciprete di Padernello
Don Lino Michieletto, cappellano dell’Ospedale di S. Donà di Piave
Nuovi parroci o parroci trasferiti ad altra parrocchia
Don Giuseppe Durigon, finora arciprete di Monigo, è nominato parroco di Mazzocco di Mogliano.
Don Giuseppe Mazzocato, finora amministratore parrocchiale di Scandolara è nominato arciprete di Monigo.
Don Daniele Michieli, finora arciprete di Zero Branco e parroco di S. Alberto, è nominato parroco di Onè di Fonte.
Don Mario Basso, finora arciprete di Castelcucco e parroco di Monfumo , è nominato arciprete di Zero Branco e parroco di S. Alberto e Scandolara.
Don Marco Cagnin, finora parroco di Loreggiola, è nominato arciprete di Castelcucco e parroco di Monfumo.
Don Piergiorgio Guarnier, finora arciprete di Cavaso e amministratore parrocchiale di Possagno, è nominato arciprete di Padernello.
Don Pierangelo Salviato, finora parroco di Camalò è nominato arciprete di Possagno e di Cavaso.
Don Giovanni Kirschner, parroco di Santandrà e di Povegliano, e don Corrado Cazzin, arciprete di Arcade, sono nominati parroci “in solido” di Arcade, Camalò, Povegliano e Santandrà.
Mons. Leone Cecchetto, arciprete di Loreggia, è nominato anche parroco di Loreggiola.
Don Samuele Facci, finora arciprete di Ponte di Piave e parroco di Campobernardo, è nominato arciprete di Mogliano e di S. Marco in Ronzinella di Mogliano.
Don Giampaolo Bano, finora parroco di Massanzago, è nominato arciprete di Ponte di Piave e parroco di Campobernardo.
Don Germino Zamprogna, finora parroco di Lovadina, è nominato parroco di Massanzago.
Don Giovanni Stasi, finora vicario parrocchiale di Silea è nominato parroco di Lovadina.
Don Silvano Filippetto, finora arciprete di Ormelle e di Roncadelle, è nominato arciprete di Marcon.
Don Silvano Perissinotto, parroco di Gaggio e Direttore dell’Ufficio missionario è nominato anche amministratore parrocchiale di S. Liberale di Marcon.
Don Gianni Biasi, finora vicario parrocchiale di Riese-Spineda-Poggiana, e don Alberto Gasparini, finora vicario parrocchiale di Mirano, sono nominati parroci “in solido” di Ormelle, Roncadelle, Negrisia
Don Fervido Cauzzo, arciprete di Preganziol e don Graziano Santolin, vicario parrocchiale della stessa parrocchia, sono nominati parroci “in solido”di Preganziol e Sambughè.
Altri ministeri e servizi pastorali
Don Michele Marcato, docente dell’Istituto Teologico interdiocesano e Segretario Istituto Superiore di Scienze religiose, viene nominato anche pro-Direttore dell’Istituto Teologico Interdiocesano, succedendo a don Giuseppe Mazzocato
Don Eros Pellizzari, che rientra da un tempo di servizio presso le comunità italiane in Australia, viene nominato cappellano dell’Ospedale di S.Donà
Nomina nuovi Vicari Foranei ad tempus
Don Edmondo Lanciarotta è nominato Vicario foraneo del Vicariato di Mogliano Veneto in sostituzione di don Domenico Trivellin.
Mons. Maurizio De Pieri è nominato Vicario foraneo del Vicariato di Monastier in sostituzione di don Samuele Facci.
Don Artemio Favaro è nominato Vicario foraneo del Vicariato di Paese in sostituzione di don Daniele Michieli.
Dalla parrocchia di San Martino in Scorzè: splendido parato in terzo del secolo XVII. Pianeta, dalmatica, tunicella, stole, manipoli, velo e borsa, tutto confezionato con prezioso tessuto broccato d'argento.
Una Messa "vecchia" in una chiesa "nuova": qualche scatto "straordinario" dalla Parrocchiale di San Leopoldo Mandic in Mirano. La Missa Cantata è celebrata ogni secondo sabato del mese da mons. Vardànega, canonico del Capitolo Cattedrale di Treviso.
"Attuò gli insegnamenti dell’Enciclica Rerum novarum del Papa Leone XIII; promosse l’Azione Cattolica, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, le Settimane Sociali dei cattolici italiani e un Istituto di diritto internazionale della pace. Il suo messaggio è di grande attualità, specialmente in questo tempo: il Beato Toniolo indica la via del primato della persona umana e della solidarietà. Egli scriveva: «Al di sopra degli stessi legittimi beni ed interessi delle singole nazioni e degli Stati, vi è una nota inscindibile che tutti li coordina ad unità, vale a dire il dovere della solidarietà umana"
BENEDICTUS PP. XVI
Regina Caeli, domenica 29 aprile 2012
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| Lo stemma del vescovo Antonio Mistrorigo. |
Sabato 14 gennaio 2012, verso le ore 20:00 il Signore ha chiamato a sé S.E. mons. Antonio Mistrorigo, vescovo emerito di Treviso. La notizia è stata comunicata dal vicario generale, mons. Giuseppe Rizzo.
Ordinato presbitero il 7 luglio del 1935 a Vicenza venne eletto vescovo titolare di Troia il 9 marzo 1955 e consacrato il 25 aprile successivo per l'imposizione delle mani di mons. Carlo Zinato. Il 25 giugno 1958 fu inviato alla Diocesi di Treviso.Partecipò a tutte le sessioni del Concilio Ecumenico Vaticano II. Durante il suo episcopato furono fatti i processi canonici per la beatificazione del vescovo di Treviso Andrea Giacinto Longhin, cappuccino (1964 e 1982), di fratel Federico Cionchi, laico somasco (1981); di padre Basilio Martinelli dell'Istituto Cavanis (1985). Tenne il Sinodo diocesano del post-concilio (1984-1987). Molto conosciuto come esperto divulgatore di pastorale e spiritualità liturgica, scrisse numerosi volumi e articoli su questi temi. Per anni fu presidente dell'Associazione Italiana Santa Cecilia. Il 20 settembre 1980 ricevette il titolo di Assistente al Soglio Pontificio. Si ritirò il 19 novembre 1988 per sopraggiunti limiti di età.
A marzo avrebbe compiuto un secolo e ad aprile cinquantasei anni di consacrazione episcopale.
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| Il vescovo Mistrorigo consegna la parrocchia del Duomo di San Donà di Piave a Mons. Dal Bò. |
de La Tribuna di Treviso
Il fenomeno astronomico si è ripetuto anche ieri. Nonostante la giornata incerta; alle 12, i raggi del (pallido) sole hanno illuminato i sei santi che sovrastano le arcate della navata Nord di San Nicolò. Niente di miracoloso, ma pura astronomia, sfruttata nel Medioevo per un messaggio spirituale di rinascita: dal buio, i santi emergevano alla luce, la nuova vita al congedo dell’anno uscente. I committenti del tempo, edificato fra Due e Trecento, vollero che i mastri costruissero il tempi con disposizione precisa di finestre, medaglioni e affreschi. Così la chiesa è stata costruita con un’angolazione di 91 gradi e 4 primi rispetto alla linea del sole, e nel giorno del solstizio i raggi vanno a colpire perfettamente i sei medaglioni disposti sul lato Nord della chiesa. I santi e le sante effigiate sono opera di un artista veneto attivo fra il 1220 e il 1330, ma c’è chi ipotizza possano essere anche, almeno in perte, opera di Tomaso da Modena.
E' disponibile sul web ormai da quindici giorni, il nuovo sito della Diocesi di Treviso. Inaugurato il primo dicembre direttamente dal mouse del Arcivescovo-Vescovo Gardin, è ricco di notizie e documenti, nuove sezioni, l'elenco delle parrocchie e un nuovo spazio riservato all'arte (in fase di allestimento). E' presente anche un motore di ricerca completamente dedicato alle Celebrazioni Liturgiche in territorio diocesano, con informazioni ed orari ed un servizio newsletter. Il referente per il sito è don Pierluigi Guidolin.