E' disponibile sul web ormai da quindici giorni, il nuovo sito della Diocesi di Treviso. Inaugurato il primo dicembre direttamente dal mouse del Arcivescovo-Vescovo Gardin, è ricco di notizie e documenti, nuove sezioni, l'elenco delle parrocchie e un nuovo spazio riservato all'arte (in fase di allestimento). E' presente anche un motore di ricerca completamente dedicato alle Celebrazioni Liturgiche in territorio diocesano, con informazioni ed orari ed un servizio newsletter. Il referente per il sito è don Pierluigi Guidolin.
La Diocesi di Treviso online
La Chiesa santa, segnata dal peccato
[...] in ogni epoca la Chiesa viene sostenuta dalla luce e dalla forza di Dio, che la nutre nel deserto con il pane della sua Parola e della santa Eucaristia. E così in ogni tribolazione, attraverso tutte le prove che incontra nel corso dei tempi e nelle diverse parti del mondo, la Chiesa soffre persecuzione, ma risulta vincitrice. E proprio in questo modo la Comunità cristiana è la presenza, la garanzia dell’amore di Dio contro tutte le ideologie dell’odio e dell’egoismo.
L’unica insidia di cui la Chiesa può e deve aver timore è il peccato dei suoi membri. Mentre infatti Maria è Immacolata, libera da ogni macchia di peccato, la Chiesa è santa, ma al tempo stesso segnata dai nostri peccati. Per questo il Popolo di Dio, peregrinante nel tempo, si rivolge alla sua Madre celeste e domanda il suo aiuto; lo domanda perché Ella accompagni il cammino di fede, perché incoraggi l’impegno di vita cristiana e perché dia sostengo alla nostra speranza.
BENEDICTUS PP. XVI
Atto di venerazione all'Immacolata in Piazza di Spagna 2011, omelia.
In Conceptione Immaculata Beatæ Mariæ Virginis
Benedícta es tu. Virgo María, a Dómino,
Deo excélso, præ ómnibus
muliéribus super terram.
Tu glória Jerúsalem, tu lætítia Israël,
tu honorificéntia pópuli nostri.
tu honorificéntia pópuli nostri.
Proprium de Sanctis, Die 8 Decembris, In Conceptione Immaculata B. M. V.,Graduale (Judith. 13, 23 et 15, 10)
Venezia, Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, L'Immacolata Concezione di Giuseppe Angeli.
Nell'Avvento, un po' silenziosi e pensosi
"Ed ecco che noi, al lume della scienza e della fede, sappiamo il disegno del tempo e della storia; noi abbiamo la chiave che ci apre il senso delle cose e, fra tutte, quelle della nostra vita. E questo disegno, questo senso ci è stato rivelato in un avvento, cioè in un incontro, l’incontro con Cristo, che è appunto venuto sul nostro sentiero, e si è fatto maestro e salvatore per chi ha avuto la fortuna somma d’incontrarlo, ed ha liberamente accettato di ascoltarlo, di credergli senza meravigliarsi, senza scandalizzarsi di Lui (Matth. 11).Questo istante decisivo per le sorti dell’umanità lo chiamiamo avvento, la venuta. Vedete: è un fatto tale che merita memoria sovrana, tanto più che quel fatto continua spiritualmente, si ripete ogni anno, si rinnova in ogni uomo, il quale nel tempo matura e invecchia, e in Cristo, se riesce a farlo suo, ringiovanisce e cresce nella certezza e nella speranza.Sì, pensieri alti e grandi, ma veri. È questo il soffio profetico, in cui respira la Chiesa, e che si offre all’anelito del mondo; sì, anche del mondo moderno, che si sente soffocare dalle sue stesse opere gigantesche ma meravigliose.È l’avvento che ci fa un po’ silenziosi e pensosi; ci riabilita alla preghiera e alla speranza; ci fa umili e solleciti per volgere i passi verso il presepio.In cammino, fratelli; ancora una volta in cammino. Ci precede con svelto passo (Luc. 1, 39) la Madonna."
PAULUS PP. VI
Angelus, 28 novembre 1971
Veneti episcopi: Beniamino Pizziol
Mons. Beniamino Pizziol, Vescovo di Vicenza già Vescovo ausiliare in Venezia.
Amministratore apostolico per il Patriarcato di Venezia in sede vacante.
Lefevriani: al preambolo, niente approvazione
di Andrea Tornielli (per Vatican Insider)
«È vero che questo preambolo dottrinale non può ricevere la nostra approvazione, anche se è previsto un margine per una “legittima discussione” su alcuni punti del Concilio Vaticano II. Qual è l’entità di questo margine? La proposta che farò in questi giorni alle autorità romane e la loro risposta a loro volta ci permetteranno di valutare le opportunità che ci rimangono. Qualunque sia l’esito di questa discussione, il documento finale che sarà stato accettato o rifiutato, sarà reso pubblico».Lo ha detto il superiore della Fraternità San Pio X, il vescovo Bernard Fellay, ormai alla vigilia della risposta attesa dalle autorità vaticane. Come si ricorderà, dopo una serie di colloqui dottrinali tra i lefebvriani e la Santa Sede, la Congregazione per la dottrina della fede aveva consegnato lo scorso settembre il testo di un «preambolo» dottrinale la cui accettazione era considerata imprescindibile dal Vaticano per ristabilire la piena comunione e per offrire alla Fraternità una sistemazione canonica.Il preambolo, si apprende ora dall’intervista pubblicata da Fellay nel bollettino ufficiale online (www.laportelatine.org), era unito a una nota di accompagnamento nella quale si spiegava che sarebbe stato possibile per i lefebvriani chiedere chiarimenti al fine di proporre eventuali modifiche. Ma i responsabili della pontificia commissione Ecclesia Dei, il Prefetto della dottrina cardinale William Levada e monsignor Guido Pozzo, erano e sono dell’idea che le eventuali modifiche non possano essere certo sostanziali.In pratica nel preambolo chiede alla Fraternità di sottoscrivere la «Professio fidei» richiesta a ogni persona che assume un ufficio ecclesiastico. Questa professione di fede cattolica prevede tre gradi diversi di assenso richiesti e distingue tra verità rivelate, dichiarazioni dogmatiche e magistero ordinario. A proposito di quest’ultimo, afferma che il cattolico è chiamato ad assicurare un «religioso ossequio della volontà e dell’intelletto» agli insegnamenti che il Papa e il collegio dei vescovi «propongono quando esercitano il loro magistero autentico», anche se non sono proclamati in modo dogmatico, come nel caso della maggior parte dei documenti del magistero.
La Santa Sede non ha quindi escluso la possibilità di mantenere una discussione aperta su alcuni punti del Concilio Vaticano II che i lefebvriani continuano a considerare problematici. La via verso il possibile accordo con la Fraternità appare però ancora tutta in salita e si confermano le indiscrezioni delle scorse settimane circa la forte opposizione interna alla proposta vaticana.L’intervistatore chiede a Fellay: «Visto che questo documento è poco chiaro, non sarebbe stato più semplice dire ai vostri interlocutori vaticani che non era ricevibile?». «Sarebbe stato più semplice – risponde il superiore della Fraternità – ma non più onesto. Dato che la nota di accompagnamento prevede la possibilità chiarimenti, sembra necessario chiederli, piuttosto che dire di no a priori. Ciò non pregiudica la risposta che diamo».Il vescovo lefebvriano afferma anche che la sola dottrina immutabile è il Credo, la professione di fede cattolica, mentre «il Concilio Vaticano II» è stato un concilio pastorale «che non ha definito dogmi e non ha aggiunto nuovi articoli di fede come “Io credo nella libertà religiosa, nell’ecumenismo, nella collegialità…”. Il Credo non è più sufficiente oggi per essere riconosciuti come cattolici? Non esprime tutta la fede cattolica?». E sembra dunque dire che il Credo, non il preambolo contenente la «Professio fidei» è il testo comune che la Fraternità sarebbe disposta a sottoscrivere.È evidente che l’intervista non rappresenta ancora la risposta. Il superiore della Fraternità San Pio X sa bene quante e quali siano le opposizioni interne all’accordo con Roma, anche e soprattutto tra i responsabili lefebvriani. Nel testo scritto che invierà alle autorità vaticane chiederà delle modifiche, a quanto pare sostanziali: se il testo attuale «non può ricevere la nostra approvazione» è chiaro che ad essere contestate non sono le virgole o le sfumature, ma aspetti sostanziali. La partita resta dunque ancora tutta aperta e bisognerà vedere quali saranno le decisioni della Santa Sede non appena ricevuta la risposta della Fraternità.
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