Avviso Sacro: in pellegrinaggio nel segno di Maria
Sabato scorso è partita, capeggiata dal Patriarca Moraglia, l'iniziativa dal sapore tutto mariano. Qualche immagine del primo pellegrinaggio dai Gesuati alla Salute e i prossimi appuntamenti...
Appuntamento, aperto a tutti, ogni primo sabato del mese alle ore 7.30 per un inizio di mattinata da trascorrere insieme al Patriarca Moraglia, in cammino e in preghiera, avendo per meta alcuni luoghi-simbolo del culto mariano presenti nel territorio della diocesi di Venezia.
Mons. Moraglia - che aveva già proposto e vissuto questa particolare esperienza nella diocesi di La Spezia - spiega che l’iniziativa “vuol essere la valorizzazione della fede popolare vissuta nella Chiesa e con la Chiesa. Maria è la pellegrina dell'assoluto, cioè la pellegrina di Dio, perché va incontro al mistero con tutta la fedeltà di una vita. Questi pellegrinaggi vogliono recuperare la dimensione materna della Chiesa ed essere un momento di incontro di popolo, nella preghiera, nella meditazione, nella celebrazione eucaristica. Saranno anche un'occasione per una progettazione, per formulare un programma, una proposta di vita nell'Anno della Fede. Il Papa infatti ci chiede di rivedere il nostro modo di credere, non solo perché la “porta della fede” si apra per noi, ma anche perché, con la nostra fede, siamo porta per coloro che sono alla ricerca del Signore. I quali, se vedono dei credenti che vivono la concretezza della fede, possono considerare il rapporto con Dio non come un'astrazione ma come una vita che ha un volto, una voce, un senso concreto percepibile”.
Ecco il calendario completo, con date e luoghi, dei pellegrinaggi mariani diocesani programmati con cadenza mensile, ogni primo sabato, nell'anno pastorale 2012/2013:
·6 ottobre 2012 - Dai Gesuati alla Basilica della Salute (Seminario), Venezia
·3 novembre 2012 - Chiesa Madonna della Salute (Catene), Marghera
·1 dicembre 2012 - Chiesa S. Maria della Speranza (Madonna della Salute), Mestre
·5 gennaio 2013 - Chiesa S. Maria della Pace (Bissuola), Mestre
·2 febbraio 2013 - Chiesa S. Maria Gloriosa dei Frari, Venezia
·2 marzo 2013 - Santuario S. Maria Assunta, Borbiago di Mira
·6 aprile 2013 - Santuario Madonna dell’Angelo, Caorle
·4 maggio 2013 - Chiesa S. Maria Ausiliatrice (Gazzera), Mestre
L'Anno della Fede: la lettera dei Vescovi del Triveneto
Carissimi fratelli e sorelle,
stiamo per iniziare uno straordinario tempo di grazia: l’Anno della fede. Il Papa Benedetto XVI ha indetto questo Anno perché riscopriamo la gioia del credere e ritroviamo l’entusiasmo nel comunicare la fede. «La fede è un dono da riscoprire, da coltivare e da testimoniare», perché il Signore «conceda a ciascuno di noi di vivere la bellezza e la gioia dell’essere cristiani».Questo Anno di grazia inizierà l’11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, e terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Gesù Cristo Re dell’Universo.
L’Anno della fede ci invita a riscoprire il fondamento della nostra fede, Gesù Cristo, e a convertirci a Lui, unico Salvatore del mondo. Egli dà alla nostra vita un nuovo orizzonte e la direzione decisiva. Nel mistero della sua morte e risurrezione, si rivela in pienezza l’Amore che salva.
Ma l’Anno della fede ci chiede anche di annunciare l’amore di Dio agli uomini del nostro tempo. L’amore di Cristo, che colma i nostri cuori, ci spinge ad evangelizzare. Egli ci invia per le strade del mondo per proclamare il suo Vangelo a tutti i popoli della terra (cf. Mt 28,19).Per rivivere la gioia del credere e l’entusiasmo nel comunicare la fede, in questo Anno siamo invitati a riscoprire i contenuti della fede «professata, celebrata, vissuta e pregata».Ce lo ricorda il Papa Benedetto XVI nella Lettera Apostolica Porta Fidei: «La conoscenza dei contenuti di fede è essenziale per dare il proprio assenso, cioè per aderire pienamente con l’intelligenza e la volontà a quanto viene proposto dalla Chiesa».E aggiunge: «L’Anno della fede dovrà esprimere un corale impegno per la riscoperta e lo studio dei contenuti fondamentali della fede che trovano nel Catechismo della Chiesa Cattolica la loro sintesi sistematica e organica» (PF 11).Carissimi fratelli e sorelle, accogliamo l’invito del Papa: viviamo con gioia questo Anno della fede, mettendoci in ascolto della parola di Dio e meditando insieme i contenuti fondamentali della fede cristiana. Facciamoci testimoni dell’amore di Dio e rendiamo ragione della speranza che c’è in noi.Mostriamo ai nostri fratelli comela fede in lui rendepiù vera, più giusta e più bella la nostra vita personale, familiare e sociale, rinnova i rapporti di amicizia, dà senso alla fatica del lavoro, all'impegno educativo e all'azione sociale, sostiene nelle prove e nella malattia, ci aiuta a dare un senso pieno alla nostra vita.A tutti voi, carissimi fratelli e sorelle, auguriamo di vivere nel modo migliore possibile questo straordinario Anno della fede, per ravvivare, purificare, confermare e confessare con gioia la vostra fede a tutte le persone che incontrate, in tutti i giorni della vostra vita.Zelarino (Venezia), 20 settembre 2012
L'ira divina di un Vivaldi un po' romano
| La cantoria monumentale della chiesa della Maddalena a Roma |
Un mottetto vivaldiano che - letteralmente - infuria nel carnevale della Roma settecentesca. La composizione chiesastica In furore iustissimae irae (RV626) fu ideata dal Prete Rosso in uno dei soggiorni romani che il compositore compì nel periodo di carnevale negli attorno al 1720. Il mottetto per soprano archi e continuo, versatile "per omne tempore", fu costruito dal Vivaldi su una semplice composizione letteraria, ricca di quella poeticità spirituale che permise all'autore di spaziare nel più fulgido cromatismo musicale delineando - con unisoni portentosi e fulminee discese cromatiche - la furiosissima ira divina che colpisce il peccatore (prima aria) che dopo aver chiesto pietà al Cristo Pater piissime (recitativo) si getta in una profonda ed intima preghiera che Vivaldi sintetizza in un aria di raro lirismo e cantabilità (seconda aria). L'Alleluia virtuosistico ripiomba nell'inquietudine d'apertura, concludendo il mottetto con una certa omogeneità. Questo tipo composizione a destinazione liturgica, formata da diverse arie e recitativi dalle caratteristiche chiaramente teatrali, era spesso eseguita durante la Messa, in particolare dopo la Consacrazione, anche in quella Roma papalina roccaforte della polifonia, che agli inizi del '600 si era fatta conquistare dagli strumenti musicali, dalle cantorie e dalla policoralità fastosa proveniente dal nord.
Di seguito, il mottetto di don Antonio Vivaldi interpretato dalla teatralissima Gemma Bertagnolli e diretto dal bravo Marco Mencoboni, noto "sperimentatore" dell'acustica degli edifici sacri e interprete filologico della musica policorale.
In furore iustissimae irae
Aria
In furore iustissimae irae
Tu divinitus facis potentem.
Quando potes me reum punire
Ipsum crimen te gerit clementem.
Recitativo
Miserationum Pater piissime,
Parce mihi dolente
Peccatori languenti,
O Jesu dulcissime.
Aria
Tunc meus fletus
Evadet laetus
Dum pro te meum
Languescit cor.
Fac me plorare,
Mi Jesu care,
Et fletus laetum
Fovebit cor
Alleluia!
Nel furore di una giustissima ira
Aria
Nel furore di una giustissima ira
Tu rendi divinamente potente.
Quando puoi punire me reo
la stessa colpa ti rende clemente.
Recitativo
O Gesù dolcissimo,
padre piissimo di misericordia,
risparmia me dolente,
peccatore infelice.
Aria
Allora il mio pianto
risulta lieto,
quando il mio cuore
soffre per te.
Fammi piangere,
mio caro Gesù,
e il pianto renderà lieto
il cuore.
Alleluia!
L'Anno della Fede: il Pontefice concede l'indulgenza
de News.va
Il Santo Padre Benedetto XVI concederà ai fedeli l'indulgenza plenaria nell'Anno della Fede che sarà valida dalla data di apertura (11 ottobre 2012 fino alla data di chiusura, il 24 novembre 2013), come si legge in un decreto reso pubblico oggi, a firma del Cardinale Manuel Monteiro de Castro, Penitenziere Maggiore e del Vescovo Krzysztof Nykiel, Reggente della Penitenziera Apostolica.
"Nel giorno del cinquantesimo anniversario dalla solenne apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II - si legge nel Decreto - il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha stabilito l’inizio di un Anno particolarmente dedicato alla professione della vera fede e alla sua retta interpretazione, con la lettura, o meglio, la pia meditazione degli Atti del Concilio e degli Articoli del Catechismo della Chiesa Cattolica"."Poiché si tratta anzitutto di sviluppare in sommo grado – per quanto è possibile su questa terra – la santità di vita e di ottenere, quindi, nel grado più alto la purezza dell’anima, sarà molto utile il grande dono delle Indulgenze, che la Chiesa, in virtù del potere conferitole da Cristo, offre a tutti coloro che con le dovute disposizioni adempiono le speciali prescrizioni per conseguirle".
a.- Ogniqualvolta parteciperanno ad almeno tre momenti di predicazione durante le Sacre Missioni, oppure ad almeno tre lezioni sugli Atti del Concilio Vaticano II e sugli Articoli del Catechismo della Chiesa Cattolica, in qualsiasi chiesa o luogo idoneo;b.- Ogniqualvolta visiteranno in forma di pellegrinaggio una Basilica Papale, una catacomba cristiana, una Chiesa Cattedrale, un luogo sacro designato dall’Ordinario del luogo per l’Anno della fede (ad es. tra le Basiliche Minori ed i Santuari dedicati alla Beata Vergine Maria, ai Santi Apostoli ed ai Santi Patroni) e lì parteciperanno a qualche sacra funzione o almeno si soffermeranno per un congruo tempo di raccoglimento con pie meditazioni, concludendo con la recita del Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima, le invocazioni alla Beata Vergine Maria e, secondo il caso, ai Santi Apostoli o Patroni;c.- Ogniqualvolta, nei giorni determinati dall’Ordinario del luogo per l’Anno della fede (ad es. nelle solennità del Signore, della Beata Vergine Maria, nelle feste dei Santi Apostoli e Patroni, nella Cattedra di San Pietro), in qualunque luogo sacro parteciperanno ad una solenne celebrazione eucaristica o alla liturgia delle ore, aggiungendo la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima;d.- un giorno liberamente scelto, durante l’Anno della fede, per la pia visita del battistero o altro luogo, nel quale ricevettero il sacramento del Battesimo, se rinnoveranno le promesse battesimali in qualsiasi formula legittima.
I Vescovi Diocesani o Eparchiali, e coloro che nel diritto sono ad essi equiparati, nel giorno più opportuno di questo tempo, in occasione della principale celebrazione (ad es. il 24 Novembre 2013, nella solennità di Gesù Cristo Re dell’Universo, con la quale si chiuderà l’Anno della fede) potranno impartire la Benedizione Papale con l’Indulgenza plenaria, lucrabile da parte di tutti fedeli che riceveranno tale Benedizione devotamente.Il Decreto si conclude ricordando che tutti i fedeli che "per malattia o gravi motivi" non possono uscire di casa, potranno ottenere l'indulgenza plenaria "se, uniti con lo spirito e con il pensiero ai fedeli presenti, particolarmente nei momenti in cui le Parole del Sommo Pontefice o dei Vescovi Diocesani verranno trasmesse per televisione e radio, reciteranno nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene il Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima, e altre preghiere conformi alle finalità dell’Anno della fede, offrendo le loro sofferenze o i disagi della propria vita.
Lefevriani: colloqui come una bolla di sapone?
di Alessandro Speciale per Vatican Insider
“Non penso che ci saranno ancora nuovi colloqui”: ad annunciare quella che potrebbe essere la parola fine del dialogo in corso da anni tra il Vaticano e la lefebvriana Fraternità Sacerdotale San Pio X è il nuovo prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, monsignor Gerhard Mueller, in un un'intervista alla radio tedesca Norddeutscher Rundfunk (Ndr) che andrà in onda sabato prossimo. I contenuti dell'intervista sono stati anticipati dalla stessa testata in un comunicato.Secondo Mueller, chiamato in luglio da papa Benedetto XVI a sostituire il cardinale americano William J. Levada nel posto che per un quarto di secolo era stato il suo, per il Vaticano la Fraternità lefebvriana “non è un partner di trattativa, perché sulla fede non ci sono trattative”. “Non ci possono essere riduzioni della fede cattolica, tanto più se formulata validamente dal Concilio vaticano II", ha aggiunto il futuro porporato.I lefebvriani rifiutano alcune delle riforme-chiave del Concilio su temi come l'ecumenismo, la libertà religiosa e il rapporto con le altre religioni. “Il Concilio vaticano II – chiarisce Mueller a Ndr – non è in opposizione alla tradizione della Chiesa, al massimo è in opposizione ad alcune false interpretazioni della fede cattolica”.Di qui la prospettiva sulla possibilità di continuare il dialogo: “Non possiamo abbandonare la fede cattolica, in questi negoziati... Su questo non ci saranno compromessi... non penso che ci saranno nuove discussioni”.I lefebvriani devono ancora inviare una risposta ufficiale alla versione definitiva del “Preambolo dottrinale” presentato loro dalla Santa Sede come precondizione per il ritorno nella piena comunione della Chiesa. Ma le notizie trapelate negli ultimi mesi dagli ambiti della Fraternità fanno pensare ad una comunità profondamente divisa e orientata a rifiutare la riconciliazione offerta da Roma.Anche in un'altra intervista, in due parti, al settimanale cattolico statunitense National Catholic Register, Mueller affronta in dettaglio i temi del dialogo con i lefebvriani. La Fraternità, spiega il prefetto dell'ex-Sant'Uffizio, “deve accettare la dottrina completa della Chiesa Cattolica: la professione di fede, il Credo e anche il magistero papale autenticamente interpretato. Questo è necessario”. Inoltre, aggiunge, “devono accettare qualche forma di sviluppo nella liturgia. Il Santo Padre ha riconosciuto il valore perenne della forma straordinaria della liturgia (la messa tridentina, ndr), ma la devono anche accettare che la nuova forma ordinaria della liturgia, sviluppata dopo il Concilio, è valida e legittima”.Nell'intervista al National Catholic Register, ad una domanda sulla prospettiva del dialogo con la Fraternità, Mueller risponde di essere “sempre fiducioso nella nostra fede e ottimista. Dobbiamo pregare perché ci sia buona volontà e unità nella Chiesa”.Nel caso di una riconciliazione, i lefebvriani potrebbero dare il loro contributo alla Chiesa “sottolineando cos'è la tradizione”. Ma, aggiunge, “devono anche diventare più ampi nella loro prospettiva, perché la tradizione apostolica della Chiesa non riguarda solo alcuni pochi elementi. La tradizione della Chiesa è grande e ampia”. Mueller rifiuta però l'ipotesi che l'apporto dei tradizionalisti possa aiutare la Chiesa a sanare alcuni dei presunti “abusi”, liturgici e dottrinali, che sarebbero seguiti al Concilio: “Non è il loro compito, ma il nostro. Un estremo non può essere l'equivalente di un altro. Gli estremi vanno corretti al centro”.
A Padova, il Transito di San Francesco
I Minori e i Conventuali in processione per San Francesco. Da Fecebook, qualche immagine della Celebrazione del Transito a Padova, dalla Basilica Antoniana alla Chiesa di San Francesco Grande.
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