Uno sguardo veneto sulla Liturgia, musica e arte sacra, le attualità romane e le novità dalle terre della Serenissima.
Sul solco della continuità alla luce della Tradizione.

Moraglia Patriarca: il congedo a La Spezia



Qualche scatto del Pontificale celebrato da mons. Francesco Moraglia a commiato dalla diocesi, nella Cattedrale di La Spezia.

Dall'omelia... 

"Come discepoli del Signore sappiamo d’esser chiamati a vivere il momento della separazione - come ogni altro momento della vita -, a partire da ciò che ci costituisce discepoli, ossia la fede; se no, che discepoli saremmo? Così la fede - che ho sempre cercato di annunciare in questi quattro anni - innanzitutto ci ricorda che tutto quello che accade non capita a caso, fa parte di un preciso progetto divino che Dio ha su ciascuno di noi; e se noi uomini non ci opponiamo, Dio è il vero regista della storia, dei suoi piccoli e grandi avvenimenti. Dio è il regista che tutto muove secondo la sua sapienza; e per divina sapienza intendo l’unione di un “amore intelligente” e di un bene “capace di senso”.
La vita, allora, è per il cristiano un “lasciarsi portare”. “Lasciarsi portare” sembra la cosa più facile e comoda della vita, in realtà “lasciarsi portare” richiede grande distacco da se stessi; e tale distacco è quanto di più alto possa giungere una persona e una comunità. Il “lasciarsi portare” comporta, nella storia della salvezza - Antico e Nuovo Testamento - dir di sì a Dio, acconsentire a quello che Egli chiede attraverso le situazioni, i disguidi, le concomitanze, gli imprevisti che di volta in volta caratterizzano la nostra vita. Così, l’operaio che lavora nella vigna del Signore crede, non perché le cose procedono secondo i suoi desideri o secondo i suoi piani ma, piuttosto, perché sa che la sua vita - e tutto ciò che in essa accade - è espressione certa di un amore intelligente e una sapienza più grande che lo precedono; e questo vale, sempre, anche quando ciò contrasta col proprio modo di sentire, con la propria sensibilità, coi propri sentimenti.
Al sì di Abramo corrisponde, nella pienezza dei tempi, il sì di Maria, la prima discepola, la madre del Signore. Traduce in modo felice tale fede biblica Teresa d’Avila; questa santa esprime, in modo incisivo e vivo, l’atteggiamento del credente: «Nulla ti turbi, nulla ti spaventi, tutto passa. Dio non cambia. La pazienza tutto ottiene. Nulla manca a chi possiede Dio, Dio solo basta». La nostra vita - col passare lento o tumultuoso dei giorni - è importantissima, perché è proprio nel tempo che noi scriviamo l’eternità, e in parte contribuiamo con la nostra testimonianza di vita a scrivere l’eternità delle persone che incontriamo. Nello stesso tempo il cristiano sa che la sua vita terrena non è la realtà ultima, la meta, ma luogo di transito, e deve comportarsi di conseguenza; per capire serviamoci dell’immagine tratta dalla storia d’Israele; è l’immagine della tenda che esprime bene la nostra situazione di pellegrini per cui in ogni momento dobbiamo sempre esser pronti a smontare la nostra tenda e ad andare oltre."

La Spezia, 11 gennaio 2012                                                                   
 Francesco Moraglia
Patriarca eletto








immagini dall'album flickr del Patriarcato


5 commenti:

Anonimo ha detto...

Caspita!!!!! Che casula! Mai visto un paramento quaresimale così bello e ricco! Ma il vescovo Francesco ha indossato due mitre diverse? Che strano... una tradizione del posto?

Ciao a tutti!

S.

Anonimo ha detto...

Bella la casula, vero (pareva quasi un sommo sacerdote ebaico, e lo dico con ammirazione e stupore) : ma ha pronunciato "parole di vita eterna", e questo è ancor più bello, circa un Vescovo.

Anonimo ha detto...

A me non sembrano diverse...molto bello il pastorale...mi immagino cosa indosserà a Venesia....bianco ? o violaceo quaresimale...Redazione mi raccomando fateci poi vedere qualche cosa sul blog...ai non venesian...W Venesia W Zena ancora una volta legate da un destino che non tramonta...Card Siri interceda presso il suo figlio spirituale Moraglia nella Sua convinzione di Chiesa conservatrice!!!

Anonimo ha detto...

La pianeta, e non casula, appartiene al tesoro della concattedrale di Brugnato: dono di Napoleone Bonaparte al Papa Pio VII, rimane all'esecutore testamentario card. Giuseppe Spina, amministratore apostolico della diocesi di Brugnato agli inizi del 1800.
Il pastorale, sempre della concattedrale di Brugnato e custodito nel museo diocesano di questa sezione, fu del vescovo brugnatese Durazzo (1500) ed ereditato dallo zio, cardinale Durazzo, metropolita di Genova.
Viene usato esclusivamente in occasione dell'ingresso e del congedo del Vescovo diocesano.

Anonimo ha detto...

in realtà sono due mitre diverse: la prima l' ha indossata per l'ingresso in cattedrale, la seconda è il regalo che la diocesi ha voluto fargli prima della partenza per Venezia, l' ha indossata dopo il saluto iniziale del vicario generale e l' ha portata fino termine del rito.

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