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Come servire la Santa Messa nella Forma Ordinaria del Rito Romano: parte I





Questa serie di articoli è dedicata a tutti quei ragazzi e fanciulli che hanno desiderio di imparare a Servire Messa nella maniera più corretta e dignitosa possibile. Nel mio intento vuole essere un aiuto a tutti quei chierichetti che fanno ancora fatica a destreggiarsi tra messali e ampolline.

Caro chierichetto: innanzitutto è buona norma che tu arrivi in chiesa per tempo, vale a dire mezz’ora prima dell’inizio della celebrazione.
Per prima cosa ti rivestirai della talare e della cotta; oppure della veste bianca o della tarcisiana se nella tua chiesa vige quest’uso. È altresì conveniente fare il segno di croce prima di indossare le vesti, accompagnando quest’atto con una breve preghiera: 
Indue me, Dómine, novum hóminem, qui secúndum Deum creátus
est in iustítia et sanctitáte veritátis.
Rivestimi, Signore, dell'uomo nuovo che è stato creato secondo Dio
nella giustizia e nella santità della verità.

Dopo di ciò raccogliti in silenzio a pregare e a prepararti per l’alto compito a cui sei chiamato.
Prima della Messa, quando il Sacerdote avrà indossato i sacri paramenti farete un inchino al crocifisso o altra immagine sacra presente in sacrestia, dopodiché, al suono della campanella vi incamminerete in processione, tu davanti e il Sacerdote dietro. 
Ecco come servire correttamente la S. Messa, ad uso di un solo ministrante:
Giunti processionalmente in presbiterio, farai assieme al sacerdote una genuflessione nella direzione del tabernacolo. Successivamente farete un inchino verso l’altare (se l’altare è lo stesso sopra cui è presente il tabernacolo si fa solo la genuflessione.) e prenderai posto alla sede, davanti allo sgabello posto alla destra del celebrante.
Il Sacerdote poi comincerà i riti di introduzione, in questo momento della Messa devi ricordarti di fare alcune cose:
1) chinerai il capo ogni volta che verrà menzionato il nome Santissimo di Gesù, cosa che dovrai continuare a fare per tutto l’arco della celebrazione.
2) Al “confesso” ti batterai leggermente il petto per tre volte alle parole: "Per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.
3) Al momento del kyrie (Signore Pietà) risonderai dopo il Celebrante: Signore pietà, - Cristo pietà, -Signore pietà.
4) Reciterai il Gloria assieme al Sacerdote, ricordandoti di fare un segno di croce alle parole: “Nella gloria di Dio Padre. Amen.”
5) Farai un leggero inchino alle parole: “Preghiamo” e alla fine dell’orazione.

Finita l’orazione, comincia la liturgia della Parola. In questo momento ti siederai sullo scranno, non prima di aver sollevato leggermente la casula o la pianeta del Celebrante, di modo che non abbia a stropicciarsi contro lo schienale della sede.
Risponderai: “rendiamo grazie a Dio” alla fine della prima e della seconda lettura e ripeterai assieme ai fedeli il ritornello del salmo responsoriale.
Finita la seconda lettura ti alzerai assieme al Celebrante e ai fedeli per il canto dell’alleluia.
Dopo il canto dell’alleluia, il celebrante o un altro sacerdote o diacono se presenti, daranno inizio alla proclamazione del vangelo con le parole: “Il Signore sia con voi” a cui tu risponderai “e con il tuo spirito” poi continuerà:”Dal Vangelo secondo (N…)” e tu risponderai: “Gloria a te o Signore” facendoti al contempo tre piccoli segni di croce sulla fronte, sulle labbra e sul petto con il pollice della mano destra.
Finito il vangelo risponderai :“Lode a te o Cristo” e ti porrai a sedere sullo scranno durante l’omelia.
Finita l’omelia, dopo che il celebrante avrà ripreso posto sullo scanno e fatto una breve pausa di silenzio ti alzerai assieme a lui per la recita del Credo. Durante questa preghiera devi ricordarti di inchinarti (genufletterti il giorno di Natale e il 25 Marzo) dalle parole: “discese dal cielo” alle parole “si è fatto uomo”.

Finita la recita del Credo inizierà la preghiera universale, comunemente detta “preghiera dei fedeli".
Finita questa, anche la liturgia della Parola si è conclusa e inizia l’offertorio.
Appena finita la preghiera universale ti recherai alla credenza dove prenderai il messale e lo porterai sull'altare, posizionandolo leggermente a sinistra rispetto al centro; poi, tornato alla credenza, prenderai il Calice con la mano destra all’altezza del nodo e la sinistra leggermente posata sulla sommità e lo poserai sull’altare, in modo che il celebrante possa prenderlo.
Dopo aver posato il calice, prenderai le pissidi, se ci sono e le porterai nello steso modo all’altare. Poi, prenderai il manutergio, se non lo hai già in mano, e lo stenderai vicino al bordo dell’altare, in modo da poter appoggiarci sopra le ampolline che andrai a prelevare dalla credenza non prima di aver tolto loro il tappo e posato sulla credenza stessa. Una volta che il Sacerdote avrà versato il vino nel calice, prenderai l’ampollina e la riporterai alla credenza, Poi tornerai per prendere anche l’ampollina dell’acqua e il manutergio.
Fatto questo prenderai con la mano sinistra il piattino delle ampolline tenendo contemporaneamente tra le dita un angolo del manutergio, in modo che penda sotto la mano e con la destra l’ampollina del’acqua. In questo modo ti avvicinerai al Sacerdote, verserai delicatamente l’acqua sulle sue mani tenendo sotto il piattino. Solleverai leggermente la mano sinistra in modo che il sacerdote possa asciugarsi con comodo le mani con il manutergio e, fatto un leggero inchino tornerai alla credenza dove ripiegherai il manutergio, verserai l’acqua del piattino nell’apposito vasetto e rimetterai a posto le ampolline, prenderai il campanello e ti posizionerai alla destra del sacerdote, leggermente indietro.
Quando il sacerdote dirà: pregate fratelli perché questo sacrificio sia gradito a Dio, Padre onnipotente, tu risponderai: Il Signore riceva dalle tu mani questo sacrificio, a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa chiesa.
Quando terminerà il canto o la recita del Sanctus e comincerà il Sacro Canone: darai un segnale con il campanello e ti metterai in ginocchio. Suonerai il campanello tre volte alla elevazione dell’Ostia e tre volte all’elevazione del Calice. Dopo che il Sacerdote ha dette le parole: “Mistero della fede”, darai un ultimo segnale con il campanello e ti alzerai in piedi prima di rispondere: “ Annunciamo la tua morte Signore… etc.” (Sarebbe buona norma, ma non obbligatorio che rimanessi in ginocchio per tutta la durata del canone, in tal caso, non suonerai il campanello a “Mistero della Fede” ma alla fine: Per Cristo, con Cristo e in Cristo……Amen.” Dopo di che ti alzerai.)
Terminato il Canone reciterai o canterai assieme al Sacerdote e alla Congregazione dei fedeli il Padre nostro. Dopo che il Celebrante pronuncerà una breve invocazione e tu risponderai: “tuo è il regno, tua è la potenza e la gloria nei secoli.
Quando il Sacerdote distribuisce la comunione, tu prenderai l'apposito piattino e ti metterai alla destra del Sacerdote e posizionerai il piattino sotto il mento del fedele che si comunica, affnchè briciole di Ostia contenenti lapresenza Reale di Nostro Signore non cadano per terra; altrimenti ritirati a lato del presbiterio, presso la credenza. Li, prega il Signore e ringrazialo per il dono che ha fatto nella SS. Eucarestia.
Quando il Sacerdote, dopo aver distribuito la comunione sarà rientrato nel presbiterio e avrà riposto le Particole avanzate nel tabernacolo, tu avvicinati a lui reggendo l’ampollina dell’acqua e versagliene un po’ nel Calice che lui ti porgerà, in modo che possa purificarlo. Fatto questo, riporta l’ampollina alla credenza.
Quando il Sacerdote avrà finito di purificare il calice e avrà ripiegato il corporale sopra di esso, tu prendilo e riportalo alla credenza, assieme alle eventuali pissidi vuote. Finito ciò, torna alla sede facendo prima un inchino verso l’altare.
Alla fine della messa, dopo il canto finale, assieme al Sacerdote avvicinati all’altare e fai un inchino, poi, sempre assieme al Sacerdote farai una genuflessione verso il Tabernacolo e ritornerai in sagrestia sempre precedendo il Sacerdote.
In sagrestia farai un inchino al crocifisso assieme al Sacerdote e pronuncerai la parola “Prosit” o in alternativa: “proficiat” entrambe queste parole significano: [questa messa] ti sia di giovamento. 
Completato anche ciò, puoi andare a riporre la veste.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

grazie amici padovani per il vostro impegno.
Spero che questo spazio si arricchisca di nuovi contenuti o riscopra tesori antichi.
Nessuno di voi è interessato al canto patriarchino ed alla sua liturgia, vigente in Padova fino al 1337?
Buon lavoro.

Prosdocimus ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
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