Uno sguardo veneto sulla Liturgia, musica e arte sacra, le attualità romane e le novità dalle terre della Serenissima.
Sul solco della continuità alla luce della Tradizione.

Preci in occasione di temporale




Estate, tempo di calura, tempo di temporali. Approfittando di questa occasione, voglio proporvi, estratto dal manuale di Filotea di Giuseppe Riva, la preghiera da recitarsi in occasione di temporale, pratica diffusa negli ambienti rurali del Triveneto e altrove; testimonianza di una fede radicata nella vita quotidiana della povera gente delle campagne e mirabile riconoscimento della Potestà Divina sul creato, sopravvissuta nella Forma Extraordinaria del Rito Romano nelle cerimonie processionali delle rogazioni, fatte la settimana che precede l'Ascensione, all'inizio della stagione estiva.
Ancora oggi nei nostri borghi, qualche pia vecchietta, si ricorda ancora che, allo scatenarsi della folgore, la madre o la nonna compivano gli antichi gesti tramandatigli: con cura si raccoglievano alcune braci dal focolare nella paletta del camino, ci si recava sull'uscio di casa gettandoci sopra alcune foglie dell'ulivo benedetto e con questo improvvisato incensiere si tracciavano tre segni di croce verso le nubi minacciose, mentre la famigla intera recitava le apposite preci e le litanie dei Santi.

Ecco dunque questo tesoro dimanticato della Pietà genuina e popolare:


+Nel Nome del Padre, sel Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

I. Pietosissimo Iddio, che quando giustamente vi adirate per le nostre colpe, altrettanto benignamente ci riguardate appena ne facciamo penitenza, piegatevi adesso alle preghiere del vostro popolo, che sinceramente compunto dei propri falli, ve ne domanda perdono; e in vista della sua umiliazione e del suo ravvedimento, degnatevi di preservarlo da tutti quei mali che gli minacciano le tempestose nuvole addensate sopra il suo capo; e ridonando all’aria che lo circonda la sua primitiva serenità, fate che convertasi in santa allegrezza la sua presente afflizione.


Pater, Ave, Gloria. A fulgure et tempestate, libera nos, Domine.


II. Pietosissimo Iddio, al cui cenno si acquietano i tuoni e si estinguono i fulmini, si dissipa la grandine e si sciolgono in pioggia fecondatrice i turbini più minacciosi: degnatevi di purgare tutta l’aria che ci circonda da quei malefici umori, che a nostro danni vi ha condensato il comun nostro nemico, e così risolvasi in nuovo tratto di vostra infinita misericordia ciò che era ordinato a manifestazione di vostra tremenda giustizia.


Pater, Ave, Gloria. A fulgure et tempestate, libera nos, Domine.


III. Pietosissimo Iddio, che a mostrare la vostra predilezione per il vostro popolo, or lo faceste camminare nella luce mentre gli Egiziani brancolavano nelle tenebre, ora lo rallegraste col ciel sereno mentre sui Cananei infieriva una tempesta di sassi, or lo conservaste nella più florida sanità mentre i Filistei venivano travagliati dalle piaghe più schifose; degnatevi di mostrare a noi pure la tenerezza della vostra bontà, preservando noi e le nostre terre da ogni dsastro che seco porta il diluviar della pioggia, l’unfuriare del vento, il tempestar della grandine e lo scoppiare del fulmine da cui siam ora minacciati; e così ai gemiti che ora mandiamo per l’apprensione dei vostri castighi, succedano i cantici che vi promettiamo in ringraziamento dei vostri favori.


Pater, Ave, Gloria. A fulgure et tempestate, libera nos, Domine.

Quindi si possono recitare le litanie della Madonna e quelle dei santi, alcuni Pater ai Santi protettori, e specialmente a Santa Barbara e Santa Irene protettrici contro il fulmine; a Santa Genoveffa, a S.Agapito e S. Grato intercessori di serenità. – un Angele Dei, all’Angelo Custode, e un De Profundis per le anime purganti.

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